19 Feb La lampada Bourgie
LA PICCOLA STORIA DI UN OGGETTO
LA LAMPADA
BOURGIE
La Bourgie illumina il mondo da quasi venticinque anni.

Ecco cosa può succedere quando vorresti essere un egittologo, ma tuo padre, pazzo per l’opera, prova a metterti al pianoforte e poi ti iscrive alla scuola di liuteria più famosa al mondo: quella della città italiana di Cremona, dove sei nato, la stessa del non meno celebre liutaio Stradivari. E se poi, visto che sei pur sempre nato nel paese del mobile, inizi a lavorare il legno… allora hai ottime probabilità di ritrovarti a Milano, tra le facoltà di architettura e le scuole di arredamento.
Ed eccoti diventato designer. Collaborando con i più grandi produttori di illuminazione… non sorprende quindi che, un giorno o l’altro, ti venga la voglia e l’idea di illuminare il mondo con una lampada che sia unica…
La Bourgie illumina infatti il mondo da quasi venticinque anni. Il suo stesso creatore, Ferruccio Laviani, non riesce ancora a crederci.
Lui, il cui sguardo, una sera, si era semplicemente posato su una sorta di candeliere in legno con un paralume in seta… Era la lampada un po’ antiquata del suo ufficio. Pensò: “E se, con un colpo di bacchetta magica, dessi un vestito nuovo alla mia lampada?”. Al posto della bacchetta usò la matita, e la Bourgie era quasi nata.
E il meno che si possa dire è che, con i suoi tre piedi in stile barocco e il suo paralume simile a un cappello a cilindro plissettato, è davvero unica: impossibile confonderla con nessun’altra. Il tutto in policarbonato trasparente, ovvero in plastica. La materia preferita del marchio Kartell.
L’anniversario dei 10 anni
E per darvi la prova che ha davvero sconvolto il mondo dell’illuminazione, vi invito al suo decimo compleanno. All’epoca ne erano già stati venduti mezzo milione di esemplari!
Torniamo al 2014. L’azienda Kartell, nella persona del suo presidente Claudio Luti, suggerisce di invitare un gruppo di designer per reinterpretare la Bourgie.
Risultato: la lampada ne vede di tutti i colori. Ma non colori qualunque, no! Quattordici star del design si riuniscono al suo capezzale…
Un omaggio della professione
“E in un mondo dove gli ego sono comunque piuttosto potenti, è un gesto davvero splendido”, si entusiasmò allora il signor Luti.
E aveva ragione. Ecco alcuni esempi:
Philippe Starck la veste come una gran dama della Torre Eiffel a cui, per l’occasione, viene offerta una cascata di gioielli.
Gli svedesi di Front Design ne inclinano la base, trasformandola in uno strano animale. La designer spagnola Patricia Urquiola la fa diventare una giostra sospesa e l’italiano Mario Bellini la trasforma addirittura in un appendiabiti… Quanto al designer francese Patrick Jouin, scrive con lo stencil sul paralume una frase in inglese che significa: “Il futuro è un regalo del passato”
(The future is a present from the past). Che festa di compleanno!
Ma poiché queste meraviglie non sono in vendita, se volete vederle, vi aspettano alle porte di Milano, nell’esposizione permanente del Museo Kartell. Un’esposizione di oltre 2000 metri quadrati… allestita proprio dal creatore della lampada Bourgie in persona: Ferruccio Laviani!
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