25 Feb La poltrona Djinn
LA PICCOLA STORIA DI UN OGGETTO
LA POLTRONA
DJINN
Attenzione, non voglio parlare di una poltrona rivestita di “jeans”, quel robusto tessuto di cotone brevettato dagli americani, no, no!

Una poltrona dal nome misterioso: DJINN – da compitare D. J. I. I. N. Con due i! Che cos’è? Ebbene, il suo creatore, un designer francese che alla fine degli anni ’50 si è formato alla celebre scuola Boulle e alla non meno famosa scuola di Arti Decorative di Parigi, ha immaginato esattamente nel 1964, quindi sessant’anni fa, una poltrona tipicamente firmata anni ’60.
Cosa significa? Una poltrona fatta di umorismo e ironia, spensieratezza e leggerezza, creatività e allegria, mobilità e colori vivaci! Oggi, Olivier Mourgue racconta che all’epoca disegnava cantando le canzoni dei Beatles… Ma da dove viene questo nome, Djinn?
Ebbene, il nome di questa poltrona, imbottita di schiuma e rivestita con una fodera sfoderabile, fa riferimento ai geni della tradizione musulmana. Ma guarda un po’, chissà perché?
Senza dubbio perché i Djinn sono talmente flessibili da avere il potere di cambiare forma. Si dice anche che abbiano il potere di spostarsi rapidamente; questo è vero, almeno per la poltrona DJINN, perché pesando circa dieci chili, la si può spostare facilmente! Si dice ancora che queste creature abbiano la facoltà di volare e di rendersi invisibili… Ecco, questo, come potete immaginare, non è affatto il caso della poltrona di Olivier Mourgue, ovviamente. Per quanto riguarda il lato colore, beh, pulsa eccome! Arancione e poi giallo squillante! In realtà, 15 varianti di colore molto Pop Art. Colori che colpiscono dritto nel segno dell’epoca! Un pizzico eccentrica e con forme dal tocco extraterrestre, ammettiamolo!
D’altronde, è proprio il suo aspetto futuristico che è piaciuto a Stanley Kubrick. Il celebre regista americano ha infatti commissionato al designer francese l’arredo per la scenografia dell’astronave Discovery One… per il suo film diventato culto, 2001: Odissea nello spazio!
Ecco quindi un designer che era davvero figlio del suo tempo. Nel 1969, Olivier Mourgue ha anche disegnato la copertina del secondo catalogo dei magazzini Prisunic, che lanciava già — proprio come il nostro canale YouTube oggi — Il rovescio degli oggetti, una sorta di manifesto per la promozione del design alla portata di tutti… Questo manifesto aveva come slogan: il bello al prezzo del brutto! Tutto un programma!
Una trovata pubblicitaria sfacciata
Non sappiamo se la poltrona Djinn abbia avuto un grande successo… Ma lo stesso anno, una campagna pubblicitaria fece impennare il fatturato del marchio, una campagna che fu rifiutata dalla maggior parte delle riviste, tranne che da Paris-Match. Su un manifesto si vedevano 50 paia di glutei. Un modo per dire: avanti, sembra fragile e leggera, ma sedetevi senza timore, è solida!
Oggi, a meno di non trovarne un esemplare da un antiquario, non potrete verificarlo, perché l’azienda Airborne non produce più la poltrona Djinn!
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