Maximum, mobili nati dagli scarti industriali

DESIGN SOSTENIBILE


MAXIMUM

Di Mélina Gazsi

Fondata nel 2015 a Ivry-sur-Seine, Maximum è un’azienda di design che fa il massimo per produrre mobili di design ecologici partendo da scarti industriali.

Fondata nel 2015 a Ivry-sur-Seine da Armand Bernoud, Romée de la Bigne e Basile de Gaulle, Maximum è un’azienda di design specializzata in mobili realizzati con scarti industriali.

Dalla Scuola di Arti Decorative all’imprenditoria

I fondatori si sono incontrati all’École nazionale superiore di Arti decorative (ENSAD). Il loro progetto di laurea verteva sull’arte di arrangiarsi, ispirato da soluzioni ingegnose nate dalla carenza, come a Cuba. Questa esperienza li ha portati a immaginare una nuova logica di produzione basata sul riutilizzo delle risorse.

L’upcycling come modello di business

Il loro primo progetto è nato dai rifiuti trovati nei bidoni dell’ENSAD: vi hanno creato penne ricaricabili partendo da provette e pennarelli usati. Hanno poi preso coscienza del potenziale dei rifiuti in serie per una produzione su larga scala. Con il supporto di Armand, laureato in imprenditoria, hanno lanciato Maximum su una premessa semplice: i rifiuti industriali sono risorse gratuite. Questo modello consente creazioni di design economiche ed ecologiche, dando una nuova vita a materiali già prodotti.

Una commessa determinante

I loro modesti inizi in un laboratorio messo a disposizione dalla città di Ivry-sur-Seine sono stati potenziati da un ordine del gruppo Hopscotch per la COP 21 nel 2015. Questo ordine di poltrone Gravêne e sgabelli Rotoman ha rafforzato la loro credibilità presso gli industriali.

Un paradosso virtuoso

Collaborando con aziende come Airbus o Servachem, hanno notato un paradosso: più gli industriali riducono i loro rifiuti, più la produzione di Maximum è limitata. Nonostante questo vincolo, continuano a sviluppare collezioni e a soddisfare le esigenze di architetti, hotel e sedi aziendali. Prevedono anche di riutilizzare materiali unici, come i vecchi vetri curvi del Centre Pompidou. Da Maximum, i rifiuti hanno ancora un bel futuro.

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