La sedia Bistrot

LA PICCOLA STORIA DI UN OGGETTO

LA SEDIA
BISTROT

Di Mélina Gazsi

Se vi dicessi che il centro di Vienna è iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, non ne sareste sorpresi.

I caffè, intesi sia come locali che come liquido versato nelle tazze, sono istituzioni della vita viennese. Riconosciuti come tali dall’Unesco, che commenta: “I caffè sono un luogo in cui si consumano tempo e spazio, ma dove solo il caffè figura sul conto”. Luoghi magici dove si può rimanere per ore con un solo caffè, sedendosi dove si sono seduti Freud, Kafka, Wagner o Zweig. Ed è proprio del sedersi che parleremo: sulla sedia N°14 di un certo Michael Thonet, comunemente chiamata sedia Bistrot.

Dal 1819, questo ebanista lavorava nel laboratorio della sua città natale, Boppard. È un vero designer ante litteram, che già nel 1830 produceva modelli in legno stratificato curvato. Nel 1841, alla fiera di Coblenza, non passa inosservato agli occhi di persone influenti della corte imperiale. Forte di questi appoggi, Michael Thonet chiude il suo laboratorio e si trasferisce a Vienna nel 1849 con i suoi quattro figli.

Il 1859 sarà l’anno della sedia N°14. È Anna Daum, proprietaria di un caffè viennese, a cercare una sedia pratica, elegante e poco ingombrante; questo lo porterà a concepire la famosa sedia, venduta ad oggi in oltre 50 milioni di esemplari.

Per mantenere un buon rapporto qualità-prezzo, lancia un nuovo concept: il kit! Il suo prodotto è così semplice che lo si può costruire da soli: 6 pezzi di legno, 10 viti e 2 dadi. La curvatura del faggio  o dell’acero avviene in un forno a vapore per circa 30 minuti, poi viene piegato in meno di 3 minuti in stampi di ghisa. A questo scheletro si aggiunge una seduta impagliata in rattan.

L’ottimizzazione prima del tempo
Ciliegina sulla torta, Thonet realizzò un forte risparmio sui trasporti: 36 sedie entravano in un veicolo di 1 m3. Una volta assemblata, la sedia ha un’altezza di 84 cm e una seduta a 46 cm.

Alla morte di Michael nel 1871, i punti vendita fiorirono in tutto il mondo, da New York a Mosca. A Parigi, nel 1892, il pittore Toulouse-Lautrec la immortalò nel suo dipinto Al Moulin Rouge. Ancora oggi la si trova nei caffè popolari. La prossima volta che il personale sarà girato di spalle, sollevate con discrezione la vostra sedia; timbrata o etichettata, la firma di questa icona vintage vi rivelerà l’età della bella signora su cui state gustando il vostro caffè viennese!

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